Chi paga la riparazione di un elettrodomestico rotto in affitto?
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Quando si verifica un guasto a un elettrodomestico in una casa in affitto, una delle prime domande che ci si pone è: chi paga per la riparazione? Capire chi è responsabile è fondamentale per evitare incomprensioni tra inquilino e proprietario. Questa questione è regolata da specifiche normative che distinguono tra manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria. La responsabilità può variare in base alla causa del guasto e al contratto di affitto stipulato. Se il danno è dovuto all’usura normale, solitamente è il proprietario a dover sostenere le spese. Tuttavia, se il danno è causato da cattivo uso, l’inquilino potrebbe essere chiamato a coprire i costi.
Chi paga la riparazione di un elettrodomestico rotto in affitto?
Il ruolo del contratto di affitto
Nel determinare chi è responsabile delle spese di riparazione di un elettrodomestico in affitto, il contratto di locazionegioca un ruolo cruciale. Un contratto ben redatto dovrebbe includere clausole specifiche che stabiliscono chiaramente le responsabilità di inquilino e proprietario. La mancanza di queste specificazioni può portare a controversie, soprattutto in caso di guasti imprevisti.
Manutenzione ordinaria vs manutenzione straordinaria
La manutenzione ordinaria, che include piccoli interventi come la sostituzione di componenti di un elettrodomestico, è generalmente a carico dell’inquilino. Questa regola si basa sul principio che l’inquilino utilizza quotidianamente gli elettrodomestici e, quindi, è responsabile del loro mantenimento in buone condizioni. Tuttavia, la manutenzione straordinaria, come la riparazione o la sostituzione completa di un elettrodomestico, è solitamente di competenza del proprietario, a meno che non sia specificato diversamente nel contratto.
Quando l’inquilino è responsabile?
L’inquilino è tenuto a pagare le spese di riparazione solo se il danno è stato causato da un utilizzo scorretto o da negligenza. Ad esempio, se una lavatrice si rompe perché l’inquilino ha sovraccaricato il cestello o ha usato detergenti inappropriati, allora le spese di riparazione dovrebbero essere a suo carico.
Le norme di riferimento
Nei rapporti tra proprietario e inquilino, capire chi debba pagare le spese in caso di rottura di un elettrodomestico in un appartamento ammobiliato non è sempre semplice. I riferimenti normativi che possono fungere da guida sono pochi e a volte poco chiari: si tratta, in particolare, degli articoli 1576, 1590 e 1609 del codice civile.
L’articolo 1576 stabilisce che il locatore, durante la locazione, deve eseguire tutte le riparazioni necessarie, tranne quelle di piccola manutenzione. Quest’ultime spettano all’inquilino. Per quanto riguarda le cose mobili, le spese di manutenzione e conservazione sono a carico dell’inquilino, salvo patto contrario.
L’articolo 1590 prevede che l’inquilino debba restituire il bene al locatore nello stesso stato in cui l’ha ricevuto, tenendo conto del normale deterioramento o consumo.
Infine, l’articolo 1609 specifica che le riparazioni di piccola manutenzione, a carico dell’inquilino, sono quelle derivanti dall’uso quotidiano e non dall’usura dovuta al tempo o a eventi imprevisti.
Le tabelle di ripartizione delle spese
Un aiuto per chiarire chi deve pagare può venire dalle tabelle di ripartizione delle spese tra proprietario e inquilino, concordate dalle organizzazioni della proprietà e dell’inquilinato. Per esempio:
- Tabella di ripartizione spese concordata tra Confedilizia e SUNIA-SICET-UNIAT registrata il 30 aprile 2014.
- Tabella integrativa elaborata dal SICET.
Queste tabelle specificano in dettaglio come suddividere le spese tra locatore e conduttore. Tuttavia, affinché tali tabelle siano applicabili, è necessario che siano espressamente richiamate nel contratto di locazione. In caso contrario, non sono vincolanti.